fbpx

Quando nel vostro condominio vorreste un anticalcare Kalko Tronic ma…

Attenzione ai trabocchetti degli amministratori “furbetti”

amministratore furbetto

Per acquistare un prodotto, un impianto o un qualsiasi apparato condominiale è consigliato avere più preventivi e documentazione. 
Tuttavia a volte non sufficiente per l’operato “furbo” di alcuni operatori del settore o di qualche amministratore furbacchione.

La scelta di un decalcificatore (n.d.r.: addolcitore o erroneamente depuratore) per il condominio, come per tutte le spese condominiali importanti, richiede un consenso di maggioranza dove generalmente presenzia anche l’amministratore.
A volte l’amministratore è anche colui che si interessa di capire e richiede diversi preventivi da aziende diverse e con prodotti diversi.
A volte viene incaricato un capo condomino competente della materia che si offre di farlo invece dei colleghi condomini.

Kalkotronic ha molti amici amministratori, perchè sono tanti i condomini che ci hanno scelto, ma alcuni preferiscono di no.

Kalkotronic non ha costi oltre l’acquisto, se non un’assistenza annuale minima e fissa che parte dopo 1 anno.
L’addolcitore a scambio ionico richiede una gestione costosa fin dal primo giorno dopo l’installazione.

A parte lo spreco di acqua esagerato per i lavaggi che deve fare per funzionare correttamente, necessita di rifornimenti costanti di sale.
Per questo nei grandi condomini viene di solito incaricata una società dall’amministratore.
Non diciamo che tutti “ci fanno la tara” ma sicuramente nel più ci sta il meno, poi lasciamo trarre a ognuno le proprie conclusioni.

Purtroppo segnaliamo questo a ragion veduta, in quanto più di una volta abbiamo visto bocciare le nostre offerte in favore dell’addolcitore proprio a causa degli amministratori.

Diversi condomini sono stati avversi alla soluzione dell’addolcitore perché informati in modo autonomo delle diverse controindicazioni.

Ci chiamano, ci contattano, ci chiedono preventivi in modo da presentarli nelle varie assemblee in modo trasparente.
Ma quando finalmente arriva la riunione condominiale decisiva ecco l’amministratore presentarsi con un suo tecnico che smonta completamente il prodotto (senza conoscerlo) indirizzando tutti gli utenti in una unica direzione: l’addolcitore a scambio ionico.

Ecco perchè diciamo:

“Non fatevi trovare impreparati, usufruite gratuitamente della disponibilità dei nostri collaboratori, portateli alle riunioni con voi”.
“Solo così sarete tutelati nelle vostre scelte.”

Se volete delle ragioni in più per sceglierci, vi invitiamo a conoscere meglio il nostro prodotto consultando il nostro sito.

“Fare la tara” cosa vuol dire?Compenso amministratore si grazie

Un altro tema importante è spesso la sensazione che gli amministratori chiedano compensi per lavori che vanno oltre le loro normali funzioni.
Certamente la diffidenza al giorno d’oggi è molto alta a causa di comportamenti scorretti di alcuni.
Nel regolamento degli amministratori esiste la possibilità di chiedere una percentuale extra nel caso di lavori di carattere straordinario.

Le interpretazioni dei giudici sono abbastanza contrastanti, anche se viene indicato, come riferimento equo, l’assegnazione del 2% dell’importo totale dei lavori come il giusto compenso per chi amministra il condominio.
Si tratta di una pratica definita giusta proprio perché l’amministratore deve seguire costantemente tutte le operazioni collegate agli interventi straordinari dell’edificio che esulano dalla normale gestione.

Potrebbe andare da “Zero” fino anche anche al 4-5%, dipende dalla complessità e dal tempo che richiede seguire i lavori ma deve essere deliberata in assemblea.

Compenso amministratore no grazie

Secondo altre interpretazioni l’amministratore dovrebbe “accontentarsi” del compenso stabilito al momento dell’assegnazione del mandato, che comprenderebbe anche il pagamento relativo ai lavori straordinari.
In caso di disaccordo con quanto deciso dall’assemblea, può revocare il mandato.

Diversa cosa è la richiesta di extra compensi direttamente ai fornitori che, da indagini parallele e difficilmente confermate per ovvi motivi, porterebbe gli stessi fornitori nella condizione, se non esaudite le illecite richieste, a pagamenti talvolta molto lunghi e di difficile riscossione, arrivando talvolta alla perdita del lavoro stesso con l’assegnazione ad altri concorrenti.

Fortunatamente questa pratica sembra sempre meno diffusa…