Il sale fa male – Approfondimento

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Vediamo di cosa si tratta dedicando qualche minuto a questo minerale comunissimo

 

 

Per gli antichi Romani il sale era particolarmente prezioso; non a caso il termine salario, ancora oggi utilizzato per indicare la retribuzione di un lavoratore dipendente, fu coniato in quegli anni per dare un nome al compenso dei legionari.

La salatura degli alimenti, oltre ad essere necessaria per conservare meglio alcuni cibi, ha pertanto anche un profondo significato culturale.

 

 

Fabbisogno di sale

Ogni grammo contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali un adulto ha bisogno di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale.
La dieta degli italiani apporta in media quasi 12 grammi di sodio al giorno, superando di dieci volte le reali necessità.
Partendo da tali valori la semplice riduzione dell’apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (6 g di sale) permette di ridurre la pressione arteriosa di 2-8 mmHg.

Nel periodo estivo, quando la sudorazione aumenta, cresce anche il fabbisogno di sodio, specie negli sportivi.
In una dieta bilanciata si consiglia comunque di non assumerne più di 6 grammi al giorno.

 

 Il Sale fa male?

Se assunto in eccesso è nemico della nostra salute, soprattutto alla luce delle ultime ricerche scientifiche.
In particolare un eccessivo consumo di sale può essere responsabile di malattie come:

  • IPERTENSIONE: è dannoso soprattutto per le persone che soffrono di pressione alta. Sebbene un organismo sia perfettamente in grado di eliminare l’eccesso di sodio, assumerne troppo, a lungo andare, favorisce l’insorgenza della malattia nelle persone predisposte.
  • OSTEOPOROSI: l’eccesso favorisce l’escrezione renale di calcio, di cui la dieta è spesso povera. Il calcio è un minerale essenziale per le ossa e una sua carenza aumenta significativamente il rischio di osteoporosi.
  • OBESITÀ: chi consuma regolarmente cibi salati corre un maggior rischio di diventare obeso. Il sale, si sa, non ha calorie ma stimola la sete che può essere soddisfatta con bibite zuccherate o alcoliche. In questo caso è facile assumere calorie extra (circa 50-150 kcal per lattina da 330 ml), poco sazianti e di cui spesso non ci si rende conto.

sale 01L’apporto di sale nella dieta va assolutamente ridotto anche in presenza di malattie quali l’insufficienza renale, lo scompenso cardiaco e la cirrosi. Queste malattie aumentano sensibilmente la ritenzione di sodio alterando i meccanismi di eliminazione renale.
In un individuo sano il metabolismo del sodio funziona perfettamente e consente di regolare l’assorbimento e l’escrezione urinaria in relazione alle quantità di sale introdotte con gli alimenti. Per una persona in salute l’assunzione di eccessive quantità di esso non rappresenta dunque un problema anche se, a lungo andare, predispone l’individuo ad ipertensione e ritenzione idrica.

CARENZA DI SALE: il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo in quanto regola la trasmissione dell’impulso nervoso, il bilancio idrico, l’equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana. Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l’insorgenza di crampi, diminuendo l’appetito e la lucidità mentale.

SALE E DIETA: il cibo confezionato è uno dei principali ostacoli alla riduzione del sodio nella dieta. Limitarne l’apporto con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:

  • non salare le pietanze.
  • Utilizzarne poco durante la cottura (quando si prepara la pasta abituarsi, per esempio, ad aggiungerlo a cottura ormai terminata; in questo modo se ne riduce considerevolmente la quantità assorbita dalla pasta).
  • Limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi, patatine ecc.).
  • Limitare il consumo di cibi confezionati.
  • Esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone o aceto tradizionale/balsamico.
  • Se la frutta è gradita può essere consumata in sostituzione degli snack salati come spuntino.

Il contributo del sodio presente nell’acqua che beviamo ogni giorno è praticamente nullo dato che in un litro di una comune acqua oligominerale si trovano solitamente 5-15 mg di sodio.

Diversa cosa se si utilizza un’acqua trattata con addolcitore a sale dove il livello di sodio può salire anche ben oltre i 200mg per litro di acqua sia che si beva che si utilizzi per la cottura dei cibi come minestra, pasta, e altri alimenti.

Quindi in questo caso occorre sapere quanto sodio viene immesso nell’acqua per non sbagliare la propria dieta.

Mangiare spesso fuori casa aumenta notevolmente l’apporto di sale nella dieta.

Basti pensare alla diffusa abitudine dei ristoratori di aggiungere sale per insaporire le pietanze o ai quasi 2 grammi di sodio contenuti in un etto di prosciutto crudo.

Basterebbe che lo stato intervenisse ponendo dei limiti all’aggiunta di sale negli alimenti conservati per risparmiare ogni anno numerose vite e parecchi milioni di euro nella spesa sanitaria nazionale.

In Inghilterra e soprattutto in Finlandia tale limitazione ha ridotto notevolmente la mortalità da ictus cerebrale.

In America, dove il consumo di sale è aumentato del 50% negli ultimi 15 anni, l’incidenza di tali malattie è invece nettamente aumentata.

 

Tratto da My-Personal Trainer